presentazione
Il congresso è dedicato alla presentazione degli sviluppi più recenti ed innovativi della ricerca ecologica italiana e delle sue applicazioni alla gestione ambientale. A tale scopo, sono organizzate due sessioni plenarie in cui sono invitati a parlare dodici giovani ricercatori italiani, espressione di scuole che sono all’avanguardia nella ricerca ecologica e/o che abbiano svolto ricerche innovative sui temi dell’ecologia. Sono in programma anche due relazioni plenarie, una delle quali tenuta da Nicholas Gotelli affronta aspetti teorici dello studio di meta comunità, mentre quella proposta da Simon Thrush eventi catatstrofici in relazione a pianificazione e politiche ambientali.
L’emergenza ambientale costituisce una delle questioni maggiormente problematiche per il nostro Paese. Non sono però note, se non in piccola parte, le implicazioni ecologiche, ad esempio quelle legate al funzionamento e alla capacità di recupero degli ecosistemi danneggiati. Parallelamente, l’uso pianificato di territorio e risorse prosegue incurante delle conseguenze, anche catastrofiche che potrebbero verificarsi. A tale riguardo diventa cruciale l’acquisizione di criteri ecologici a supporto della pianificazione.
Tra i tanti, la crisi del sistema idrografico padano è certamente uno dei problemi più gravi e può essere presentata anche come un caso paradigmatico delle contraddizioni della gestione delle emergenze e della pianificazione. In particolare, le ricorrenti emergenze idriche e ambientali nascono dalla carenza e dalla frammentarietà delle conoscenze scientifiche, che al più sono ferme agli anni ‘80. Per questa ragione, una sessione plenaria con diciassette presentazioni è dedicata a “aggiornamento delle conoscenze ecologiche del bacino idrografico padano”, riprendendo e aggiornando i risultati presentati a cura di R. Marchetti nel congresso 5° S.It.E. di Milano del 1992.
Il quadro delle ricerche ecologiche in Italia è presentato in dieci sessioni parallele nelle quali sono complessivamente proposti 148 contributi orali e 135 poster (tabella 1).
S1. Studi a lungo termine (LTER). Lo studio delle serie storiche o di lungo termine è un prerequisito essenziale per comprendere i cambiamenti in essere nel funzionamento e nell’organizzazione degli ecosistemi e le risposte ecosistemiche alle diverse forzanti ambientali. Questa sessione offre l’occasione per fare il punto sugli studi della rete italiana per le ricerche di lungo termine (LTER-Italia). E’ un appuntamento fisso organizzato dalla sezione omonima della SItE.
S2. Ecologia microbica e suo ruolo nei cicli biogeochimici. Le nuove metodologie permettono di includere, in modo sempre più efficace, la componente microbica nel funzionamento degli ecosistemi, nei cicli biogeochimici e nelle interazioni con le altre componenti biologiche. Questa sessione offre l’occasione per comprendere meglio le interazioni tra ambiente, biodiversità e stato fisiologico dei popolamenti microbici. E’ un appuntamento fisso organizzato dalla sezione omonima della SItE.
S3. Ecologia quantitativa. I livelli crescenti di pressione antropica dovuti all’intensificarsi delle attività umane in ambienti terrestri, lungo le coste ed in mare e le variazioni climatiche globali mettono a repentaglio il funzionamento dei sistemi ecologici e rappresentano una minaccia crescente per la persistenza delle specie sul pianeta. L’ecologia deve dotarsi di strumenti analitici in grado di identificare, quantificare e, laddove possibile, prevedere le conseguenze dei cambiamenti ambientali sulla struttura e sul funzionamento dei sistemi naturali. La sessione comprende anche i contributi relativi alle reti trofiche, che sono una rappresentazione delle vie di flusso di energia e materia nei sistemi ecologici, costituite da interazioni complesse tra specie. In questo contesto sono presentati e discussi modelli che hanno grande rilevanza applicativa, ad esempio nella gestione della biodiversità, controllo dell’inquinamento e dei parassiti, conservazione della fauna selvatica. Questa sessione è organizzata in collaborazione con le Società Italiane di Statistica e di Biometria con lo scopo di promuovere il dialogo e la collaborazione fra settori scientifici dotati di competenze complementari per la ricerca in campo ambientale.
S4. Ecosistemi fluviali: ecologia, frammentazione e recupero ambientale. La sessione affronta l’analisi dell’alterazione dei bacini idrici italiani alla luce dei principali concetti e teorie dell’ecologia fluviale. In particolare sono presentati e discussi possibili indirizzi di ricerca e misure applicative di mitigazione, anche in considerazione delle ulteriori modificazioni imposte dal cambiamento climatico e dalla crescente bacinizzazione dei corsi d’acqua. Sbarramenti idroelettrici, opere di presa, prelievi di inerti e difese idrauliche hanno di fatto interrotto la connettività longitudinale e laterale, nonché gli scambi con l’ambiente iporreico. Parallelamente, il regime idrologico naturale è stato profondamente modificato da prelievo, stoccaggio e rilascio delle acque per vari usi, tra cui preponderanti sono quello irriguo ed idroelettrica. L’insieme di queste alterazioni, alla scala di bacino, ha profondi effetti sull’integrità degli ecosistemi, sulla biodiversità e quindi sui benefici e servizi gli ecosistemi fluviali possono fornire.
S5. Il contributo del telerilevamento all’ analisi e valutazione dei sistemi ecologici alle diverse scale. L’integrità ecologica degli ecosistemi e la difesa delle risorse naturali sono di fondamentale importanza per uno sviluppo sostenibile ed armonico. I sistemi naturali interagiscono tra loro e risultano sensibili alle pressioni di origine antropica. Le conseguenze di tali interazioni naturali e degli impatti esogeni possono manifestarsi a scale multiple e in differenti archi temporali. Risulta perciò fondamentale, per la comprensione delle dinamiche in atto, l’utilizzo di adeguate metodologie di analisi. In questo contesto, il telerilevamento rappresenta un valido strumento nel monitoraggio dello stato degli ecosistemi e delle loro traiettorie. La sessione, organizzata in collaborazione con AIT - Associazione Italiana Telerilevamento – considera aspetti del telerilevamento per il monitoraggio del territorio e la caratterizzazione dei sistemi ecologici mediante applicazioni interdisciplinari tipiche degli studi alle diverse scale degli ecosistemi.
S6. Sostenibilità ecologica e biotecnologie ambientali per la bonifica ed il ripristino dei siti contaminati. Le biotecnologie ambientali per la bonifica ed il ripristino dei siti contaminati stanno suscitando un notevole interesse scientifico ed applicato. La fitorimediazione e la biorimediazione si sono rivelate importanti strumenti per il trattamento in situ alternativo o integrativo ai metodi convenzionali e con maggiore impatto ambientale. Diverse tecnologie sono state sviluppate per la fitorimediazione e la biorimediazione, quali fitostabilizzazione, fitoestrazione, constructed wetland, land treatment. Rimane ancora aperto il problema della valutazione della sostenibilità ambientale di queste tecnologie soprattutto in confronto con quelle convenzionali per una riduzione dell’input chimico ed energetico e per una maggiore compatiblità ecologica. Il simposio affronterà problemi relativi all’uso di fitorimediazione e biorimediazione.
S7. Biodiversità. La biodiversità è una risorsa unica e un valore irrinunciabile che sta cambiando ad un ritmo senza precedenti. La dimensione di questo fenomeno è tale da rappresentare un'emergenza a livello globale ed è intimamente connessa al funzionamento degli ecosistemi e all'uso da parte dell'uomo delle risorse naturali. L'ecologia ha sviluppato strumenti pratici e teorici per misurare e per valutare la biodiversità a tutti i livelli di organizzazione del mondo vivente dei quali si occupa. Scopo della sessione è di sottolineare l'importanza dell'integrazione delle conoscenze per pianificare la gestione e l'eventuale ripristino della biodiversità, tenendo conto delle cause che, a livello di popolazione e comunità, ne determinano il cambiamento. Nel frattempo, come ha scritto Darwin, non smettiamo di stupirci, contemplando un argine lussureggiante, e di riflettere su come la diversità si esprima in diverse forme frutto di interazioni complesse regolate da leggi universali.
S8. Landscape Ecology e pianificazione paesaggistica. L’obiettivo principale della pianificazione fisica è l’ottimizzazione della composizione e disposizione spaziale di elementi del landscape come habitat o usi del suolo mettendo a fuoco soprattutto l’allocazione degli usi del suolo. Quando i pianificatori propongono specifici usi del suolo per un territorio vanno a modellare la configurazione spaziale futura del paesaggio che può accidentalmente interferire su processi ecologici e sociali con conseguenti impatti indesiderabili per l’uomo e la natura. Il problema cruciale è allora cosa ottimizzare e, soprattutto, a quale scopo, in quanto molti e diversi processi generati dalle attività umane competono per influenza e spazio con effetti sensibili sui processi del landscape e sulla integrità degli ecosistemi. La sessione si propone di presentare contributi che testimonino il legame sempre più stretto tra la landscape ecology e la pianificazione.
S9. Educazione ambientale. Il dibattito e la ricerca a livello sia nazionale che internazionale, hanno fatto emergere con forza un’idea di Educazione Ambientale che si configura sempre più come un’educazione al futuro e ad un cambiamento consapevole, nel tentativo di riannodare le relazioni tra la specie umana e l’ambiente di cui essa stessa fa parte. In questo contesto, il ruolo attribuibile all’Educazione Ambientale nell’ambito della gestione delle emergenze e della pianificazione diventa sempre più strategico.
S10. L’Ecotossicologia verso nuove frontiere di ricerca e gestione. L'immissione in commercio di sostanze chimiche nell'Unione Europea è soggetta ad una complessa regolamentazione che continua ad essere oggetto di profonde revisioni. Nell'ultimo decennio, e da ultimo con l'approvazione del regolamento (ce) n.1907/2006 sulla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanza chimiche (REACH), sono state messe a punto numerose norme e procedure per valutare i rischi connessi all'uso dei prodotti chimici. La valutazione del rischio ambientale, in particolare, riguarda ormai numerose tipologie di prodotti (sostanze chimiche industriali, prodotti fitosanitari, biocidi, farmaci per uso umano, farmaci per uso veterinario e additivi per mangimi) e precede l'adozione delle decisioni connesse all'immissione sul mercato di ciascun prodotto chimico. In relazione agli sforzi che si stanno compiendo per migliorare e innovare gli approcci alla valutazione del rischio ambientale, è necessario esaminare e discutere gli approcci scientifici, le procedure di valutazione adottate (in ogni settore e ad ogni scala spaziale e temporale) e i temi di maggiore attualità nel dibattito che attraversa la comunità scientifica e amministrativa.
