Iorio Alessandra , Notti Marianna

 

L'isola del Peccato

- progetto di riqualificazione ambientale -
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Il Po e la golena

La pianura padana è stata creata dal Po e dai suoi affluenti, gli argini maestri racchiudono il territorio limitrofo al fiume separandolo dal resto della pianura: questo territorio è la golena. Essa resta l'unica sede di ambienti naturali in un territorio completamente antropizzato. La golena aperta è inondata una o più volte ogni anno durante le piene annuali; è separata dal corso del fiume da scarpate nette ripide e in continuo rimodellamento ed è percorsa dalle lanche, avvallamenti del terreno corrispondenti ad antichi corsi abbandonati dal fiume, ad andamento parallelo al corso principale.

Le lanche sono zone umide in cui avvengono importanti processi biologici indispensabili per il riequilibrio del fiume; la vitalità dell'ecosistema fluviale dipende, infatti, in gran parte dall'intenso scambio biologico che avviene tra il corso principale del fiume e le lanche. Le lanche rappresentano i punti di riferimento della fauna, che si basa sugli specchi d'acqua sia per le esigenze potabili sia per quelle alimentari e riproduttive. Lungo le sponde in via di prosciugamento trovano cibo uccelli e mammiferi, mentre sugli alberi ad alto fusto che crescono spontaneamente sulle ripe trovano riparo numerose specie avifaunistiche. Con le inondazioni autunnali e primaverili si rinnovano gli scambi col corso principale del fiume, che cede alle pozze della golena i grossi pesci ed è ripopolato dai giovani individui nati nelle lanche.

La scomparsa delle lanche è dovuta in parte a riempimenti, ma soprattutto all'abbassamento delle falde, legato all'abbassamento dei fondali del Po ed alla perdita di plasticità del fiume causata dalle opere idrauliche necessarie a tenerlo sotto controllo durante i periodi di piena.

Pioppeto

La vegetazione della golena aperta è costituita per il 90% da pioppeti, solo le spiagge e parte dei terreni situati a quote minori, quali avvallamenti o paleoalvei, ospitano gli ultimi esempi di vegetazione spontanea. Il salice bianco, specie pioniera per eccellenza, rappresenta il principale elemento costituente la vegetazione spontanea arborea, meno diffusi sono i pioppi neri (ne esiste un ampio popolamento in corrispondenza dell'Isola del Peccato) e i pioppi bianchi. Si trovano esemplari sparsi di farnia, pruno, olmo campestre ed acero campestre; tra le specie arbustive domina l'Amorpha Fructicosa, adatta ai suoli sabbiosi e limoargillosi ed alle condizioni particolari della golena, dove si alternano inondazioni e periodi di estrema siccità. Le spiagge aride sono popolate da specie pioniere, mentre in corrispondenza delle zone umide o sul fondale dei paleoalvei allagati per alcune settimane nell'annata sono presenti esemplari del genere Carex (Carex Riparia, Carex Elata): piante erbacee perenni, cespitose, con foglie strette verde pallido e fiori in spighe. Meno rappresentate sono Typhae e Phragmites (canneti).

Stiaccino

La fauna della golena è molto ricca: massiccia e varia è la presenza ornitica con segnalazione di specie rare a volte nidificanti. Ampiamente rappresentati sono ardeidi (famiglia appartenente ai Ciconiformi ) e anatidi (famiglia appartenente agli Anseriformi) durante il passo autunnale e primaverile; nell'arco dell'anno sono molte le specie di Passeriformi, anche nidificanti. Scarsamente rappresentate sono le specie di mammiferi: talpe, lepri, murine e riccio europeo sono le specie più comuni, più rare sono invece le donnole, mentre è di recente segnalazione (1993) la presenza di nutrie. Nelle pozze limose si rinvengono molluschi d'acqua dolce (Coni e Cappe), sono stati segnalati esemplari di Raganella e Rana toro, nonché la comune biscia d'acqua. Nelle pozze perenni la fauna ittica è ben rappresentata: aumentano le specie alloctone di recente introduzione (Siluro), mentre diminuiscono le specie cosiddette "esigenti" quali la tinca, il persico, l'orata, il branzino ed il luccio. In difficoltà pure il pesce gatto, l'anguilla e la carpa, un tempo molto diffuse.

 

Il recupero delle lanche

La definizione di lanca è quella di "braccio abbandonato di un fiume", in realtà essa rappresenta il "polmone" del fiume, l'elemento chiave per il mantenimento dell'equilibrio biologico fluviale. Tra il 1970 e il 1990, le lanche sono quasi del tutto scomparse a causa dell'abbassamento del fondale del Po di circa 3 metri nell'ultimo trentennio.

Un'operazione di pianificazione e recupero dell'ambiente fluviale deve quindi comprendere la riattivazione delle lanche mediante interventi di escavazione. In questo contesto si inserisce il progetto di riqualificazione ambientale dell'Isola del Peccato, in via di realizzazione dal 1996 e già approvato dall'Autorità di Bacino per il Po.

 

Obiettivo del progetto

Ci si propone il restauro e la tutela di un'antica isola del fiume Po, mediante opere di ripristino vegetazionale e la creazione di una zona umida perenne. Il progetto prevede un'azione di tutela basata sull'identificazione dell'area come area protetta; è prevista inoltre la creazione di un ostacolo naturale alla fruizione (motociclismo, fuoristrada, pascolo, ecc.) costituito dalla riattivazione della lanca oggi interrata. Si otterrebbero in tal modo zone umide permanenti che restituirebbero il carattere di "isola" all'Isola del Peccato.

Il progetto fa riferimento alle finalità previste dall'art. 1.1 della Legge 18 Maggio 1989, n. 183 "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo". "La presente legge ha per scopo di assicurare la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale, la tutela degli aspetti ambientali a loro connessi"

Il progetto di creazione di una Riserva Naturale Orientata fa infine riferimento alla L.R. 11\88 della Regione Emilia Romagna: "Disciplina dei parchi regionali e delle riserve naturali".

 

Cenni storici ed evolutivi

L'Isola del Peccato di Guastalla, formatasi negli anni 50 e rimasta tale fino alla fine degli anni 60, a causa di cambiamenti delle correnti, è oggi quasi del tutto unita alla terraferma, eccezion fatta per un tratto di lanca normalmente in secca ed inondata solo dalle piene annuali.

Il corpo centrale dell'isola, conosciuto anche come "Isolone" per le dimensioni e per la quota elevata, si è ricoperto di una vegetazione fittissima costituita da pioppi neri e salici bianchi, diventando così punto di rifugio per numerose specie di animali e zona ideale per la nidificazione. Già negli anni 80, il bosco dell'Isola del Peccato presentava caratteristiche tali da essere inserito (nel 1988) nel piano paesaggistico territoriale dell'Emilia Romagna come zona di particolare interesse naturalistico.

Nel 1984 l'Isolone fu richiesto dal Comune di Guastalla (RE) in concessione al Demanio dello Stato, ma a causa di difficoltà burocratiche non furono realizzati gli interventi necessari a trasformare l'area in una vera riserva naturalistica.

Nell'aprile 1994 è stato segnalato il taglio abusivo della porzione sud-est del bosco: in una fascia di 80 metri per 250 sono stati abbattuti oltre 400 alberi di alto fusto.

 

Unità paesaggistiche

L'area destinata al progetto è ubicata nella golena aperta della riva destra del fiume Po nei comuni di Dosolo (MN) e Guastalla (RE).

Le unità paesaggistiche sono costituite dal bosco fluviale spontaneo:

(i) pioppi e salici, tuttora presente anche se in misura ridotta rispetto al passato, situato sul "relitto" sopraelevato dell'antica isola e di elevato valore ambientale;

(ii) una depressione del terreno, in parte erbosa e in parte con vegetazione arbustiva, saltuariamente allagata;

(iii) bosco ceduo con esemplari arbustivi ed erbacei ed elementi sparsi ad alto fusto;

(iii) alveo sabbioso della lanca abbandonata dal fiume Po;

(v) filari di pioppi ibridi coltivati.

 

Inquadramento territoriale

La zona in esame è delimitata, a Nord e a Ovest, dall'attuale sponda del Po, mentre a Sud e a Est ha come confine una scarpata, attuale limite dell'alveo inciso dal fiume. I numeri identificativi delle mappe catastali sono i seguenti:

Regione Lombardia, Comune di Dosolo (MN): foglio 20, mappale 69; foglio 24, mappale 69. Ettari richiesti: 5 (in parte l'area non è stata identificata sulle mappe catastali)

Regione Emilia Romagna, Comune di Guastalla (RE): foglio 1, mappale 1. Ettari richiesti: 5

L'area di progetto è suddivisibile in due zone principali, caratterizzate da quote altimetriche differenti: la zona a quota superiore, che in base all'ultimo rilievo del 1988 è compresa tra 22,7 e 23,3 m s.l.m., è costituita dall'antica isola, quella a quota inferiore, compresa tra 20,1 e 21,0 m s.l.m., è invece rappresentata dalla ex-lanca. La quota della riva, assunta come limite a Sud e a Est, varia tra 22,3 e 23,5 m s.l.m..

La lanca, situata tra l'isola e la scarpata, risulta allagata solo durante i periodi di piena straordinaria ed in secca nel periodo di portata ordinaria, pertanto l'isola non è quasi mai tale, e dunque facilmente raggiungibile. Prima del taglio abusivo, alla zona si accedeva solo a piedi, non essendovi alcun sentiero di accesso, ad eccezione di due carraie che si arrestavano a circa 300-400 metri dall'isola. Recentemente è stata tracciata una carraia che attraversa la lanca e dà accesso all'isola.

 

Linee progettuali

La finalità del progetto è la costituzione di un ecosistema in equilibrio. Gli interventi di escavazione finalizzati alla rigenerazione della lanca costituiscono solo una minima parte degli interventi previsti che comprendono anche opere di ripristino vegetazionale, creazione di supporti per la riproduzione dell'avifauna presente e costituzione di una zona situata a quota sufficientemente elevata da permettere rifugio agli animali durante gli eventi esondativi.

Le aree dovranno così caratterizzarsi:

Zona A: area sopraelevata ottenuta col materiale derivante dallo scavo, ripopolata con specie arboree ad alto fusto. L'inondazione di tale area dovrebbe essere un evento eccezionale.

Zona B: corrisponde al disegno originario dell'antica isola, sede di restauro ambientale.

Zona C: area corrispondente alla porzione dell'isola digradante verso il fondo della lanca, ripopolata con salici, sommersa per pochi giorni durante le piene ordinarie.

Zona D: fondo della lanca e spiaggia del fiume, area sabbiosa con cespugli spontanei, sommersa regolarmente nei periodi di piena stagionale (in media per un mese l'anno).

Zona E: invaso creato artificialmente e con livello idrico instabile, vegetazione instabile con dominanza di alofite. Insieme al bagnasciuga rappresenta l'ambiente ideale per soddisfare le esigenze alimentari di una vasta categoria di uccelli e un supporto importante per le specie ittiche in fase riproduttiva.

Zona F: area costituita dal fondale a maggiore profondità all'interno dell'invaso artificiale, sommersa tutto l'anno, rappresenta l'ambiente ideale per l'insediamento di rallidi e anatre tuffatrici e fornisce un supporto stabile alle specie ittiche. Il frequente ricambio d'acqua dovrebbe impedire l'eutrofizzazione e la proliferazione eccessiva di erbe palustri.

L'intervento risulta conforme ai "Criteri e linee guida sull'estrazione di inerti dai corsi d'acqua" adottati dall'Autorità di Bacino (articolo 3, lettera d, Legge 183\89) sia per le finalità pubbliche sia perché le opere sono dirette su materiali che non influenzano il trasporto solido.

 

Costituzione zone umide

Le modalità di attuazione dell'intervento sono le seguenti: sarà scavato il fondale di un'ex cava ora interrata, che si collega alla lanca, al fine di costituire una zona umida in grado di fornire una pur incompleta cintura di protezione all'isola. Gli scavi procederanno da valle verso monte, lasciando un largo diaframma di terreno a monte per separare lo scavo dal canale di magra. Saranno raggiunte le quote indicate nella seguente tabella:

Quota di scavo
(m s.l.m.)

Periodo di sommersione permanente (gg\anno)
15 355
16 274
18 182
21 30
23 <10

Per il 2% circa della superficie, pari a circa 730 mq lo scavo raggiungerà la quota di 14 m.s.l.m., inferiore al minimo livello delle acque atteso per i prossimi 20 anni, tale area sarà quindi permanentemente sommersa. Il 6,5% (quota: 15 m.s.l.m.), corrispondente a circa 1560 mq, diventerà una zona umida stabile, funzionale ai processi riproduttivi della fauna ittica. Per oltre 19000 mq lo scavo raggiungerà una quota tale la garantire frequente presenza d'acqua, caratteristica importante per favorire il mantenimento della catena alimentare, in particolare dell'avifauna.

Sono previsti specifici interventi volti a favorire la riproduzione e lo sviluppo delle specie ittiche, mediante costituzione, in corrispondenza della riva, di substrati vegetali di riparo.

Parte del materiale risultante dallo scavo sarà utilizzata per la realizzazione, sulla porzione di isola oggetto del disboscamento, di una zona sopraelevata, al sicuro dalle piene stagionali, sede idonea per la posa di specie arbustive ed arboree non resistenti alla sommersione e rifugio per gli animali in caso di piene di grande portata. Allo stato attuale le zone a quota più elevata (23,4 m.s.l.m.), sono inferiori ai livelli medi delle piene stagionali, quindi il richiamo di mammiferi, attirati dalle caratteristiche ospitali dell'habitat, si trasforma in un evento dannoso in occasione dei periodi di piena con sommersione totale dell'isola. Un riporto di materiale che raggiungesse, anche per una superficie non molto grande, una quota oltre i 24,5 m.s.l.m., garantirebbe la sopravvivenza della fauna, essendo il tempo di ritorno delle piene di oltre sei anni.

Tempi di ritorno delle piene maggiori:

Anni

Boretto
(m s.l.m.)

Sbocco lanca
(m s.l.m.)
6 25,5 24,5
10 26 25
12 26,1 25,1
14 26,2 25,2
15 26,3 25,3
20 26,4 25,4
50 27 26
100 27,4 26,4
200 27,8 26,8

Il materiale rimanente sarà addossato alla riva dell'isola per aumentare la superficie ove mettere a dimora specie autoctone.

La realizzazione della zona umida con le caratteristiche descritte ha quindi non solo la funzione di creare un habitat, ma anche di proteggerlo da forme devastanti di fruizione e dai rischi di piene eccezionali.

Quadro riassuntivo degli interventi di movimento materiali:

Tipo di intervento

superficie
(mq)

volume
(mc)
Lanca da ripristinare 36000 87386
Materiale da addossare all'isola 7400 8880
Materiale per l'area sopraelevata 2400 3600
Materiale destinato alla vendita 74546

 

Ripristino ambientale

Obiettivi dell'intervento:

- incremento delle specie idrofite ed alofite, nel tentativo di far ripartire dalle origini il processo tipico di trasformazione che conduce dalla vegetazione idrofitica al bosco climax;

- restauro del bosco danneggiato dai recenti disboscamenti abusivi; la piantagione di nuovi esemplari nelle aree neocostituite;

- attuazione di provvedimenti antierosivi ed infine la bonifica del bosco residuo.

Cariceto

Dopo la ricostituzione della lanca, saranno reperiti in loco e trapiantati cariceti a fragmiteto, mentre la fascia periodicamente sommersa potrà essere colonizzata solo da specie pioniere nitrofile effimere. Nelle semine sarà utilizzato un miscuglio di sementi con funzione antierosiva e resistenti al calpestio, costituito principalmente da graminacee (Arrhenatum Elatius, Festuca Pratensis, Festuca Rubra, Poa Pratensis, Dactylis Glomerata, Brachypodium Sylvaticum, Anthoxantum Odoratum, Agrostis Stolonifera, Bromus Erectus, Lolium Italicum) e leguminose (Medicago Sativa, Trifolium Pratense, Trifolium Repens, Lotus Cornucolatus), con la presenza di alcune altre specie come Plantago Lanceolata e Achillea Millefolium.

Per quanto riguarda gli interventi di rinaturazione e consolidamento, è previsto l'uso di palificate vive in corrispondenza delle sponde neocostituite col materiale di riporto. Le strutture saranno costituite da pali di legno disposti a castello per una profondità di tre metri e riempiti di substrato limo-sabbioso, vi saranno messe a dimora talee di salici autoctoni che, una volta cresciute, porteranno ad un consolidamento definitivo della palificata. Talee di salice saranno altresì disposte a filare lungo dette sponde, oltre il livello di sommersione di 45 giorni.

Il ripristino arboreo avverrà in gran parte con sostituzione delle specie irreversibilmente danneggiate dal taglio abusivo della primavera 1994 (pioppi neri, pioppi bianchi e salici). Nelle aree a quote maggiori è invece previsto l'utilizzo di specie sia arbustive (biancospino, sambuco, ligustro, fusaggine) sia arboree (acero campestre, olmo campestre, farnia, frassino), specie autoctone, ma meno adatte alle condizioni periodicamente asfittiche delle basse quote della golena aperta. Nelle porzioni della lanca non interessate dagli scavi, attorno agli scavi stessi, ed ai margini delle zone sopraelevate saranno posti a dimora salici bianchi (specie pioniera autoctona) per garantire il consolidamento del terreno. Sono previste differenziazioni all'interno del progetto di ripristino arboreo, in base alla differente situazione di umidificazione del terreno. Le varie specie di salice andranno a ripopolare le zone più frequentemente inondate, l'acero e la farnia saranno destinati invece a quote più elevate, insieme a specie di olmo geneticamente resistenti alla micosi, che ha ormai decimato tale specie.

La progettazione dell'impianto arboreo tiene conto anche delle seguenti caratteristiche:

Specie

Area d'insidenza

Sesto d'impianto
Populus Tremula, P. Alba 40 mq 6-7 m
Salix Alba, S. Triandra, S. Purpurea, S. Viminalis 20 mq 4-5 m
Acer Campestris 30 mq 5-6 m
Fraxinus Excelsior, F. Oxycarpa 120 mq 13 m
Alnus Glutinosa 30 mq 5-6 m
Ulmus Campestris 150 mq 12-14 m
Quercus Robur 200 mq 15 m

 

Gli alberi ora presenti saranno bonificati dall'infestante Sycios Angulatus che ne sta minando la sopravvivenza. Quadro riassuntivo delle superfici interessate dal progetto:

Superficie isola 68000
mq
0,65
Superficie lanca attualmente in secca 36000
mq
0,35
Superficie totale oasi 104000
mq
1
Superficie bosco abbattuto da restaurare 19200
mq
0,185
Superficie da bonificare dal Sycios Angulatus 16800
mq
0,155
Superficie dove creare la zona sopraelevata 2400
mq
0,02
Superficie destinata a vegetazione arbustiva (salici) 24200 mq 0,235
Superficie lanca da ripristinare 34000 mq 0,335
Superficie sopraelevata addossata all'isola (salici) 7400
mq
0,07


Ordine di uccelli dalle lunghe zampe e dal collo slanciato, con becco robusto e lungo

Ordine di uccelli acquatici atti al nuoto con zampe brevi dotate di quattro dita palmate e becco depresso

Ordine di uccelli a voce armoniosa, becco di forma varia, piedi con alluce volto all'indietro

La fonte per i dati menzionati è rappresentata dalla Carta del Magistrato per il Po, scala 1:10000 del 1988

Ordine di uccelli carenati con lungo collo e becco e zampe lunghe e nude




Bibliografia

M. Busi e A. Chiari, LUNGO IL PO, De Agostini

G. Del Soldato, ALFABETO AMBIENTE, Editoria Tipolitotecnica

Cooperativa Eden (Guastalla-RE) , Comunicazioni personali e Materiale inedito

S. Frugis, GUIDA NATURALISTICA AL PO, De Agostini