ARIA ATMOSFERA
INQUADRAMENTO GENERALE
Il destino di una sostanza inquinante emessa
da una sorgente è governato da numerosi fattori, tra cui
le caratteristiche fisiche degli strati d'aria sovrastanti che
ne determinano la diffusione, i processi di rimozione che ne influenzano
i tempi di permanenza in atmosfera, le trasformazioni chimiche
che creano a loro volta altre sostanze pericolose.
Questo insieme di fattori può quindi portare a fenomeni
di inquinamento che interessano aree limitate o coinvolgono l'intero
pianeta.
E' chiaro quindi che il problema dell'inquinamento atmosferico
deve essere affrontato con azioni locali inserite in programmi
più ampi che individuino strategie comuni sia livello europeo
che mondiale.
Per questa ragione ritengo importante affrontare, per quanto riguarda
il comprensorio ceramico, il tema dell'inquinamento dovuto a Piombo,
Fluoro e Boro, elementi caratterizzanti i processi industriali
della zona.
ASPETTI NORMATIVI
In Italia non esiste una vera e propria
legge quadro relativa all'inquinamento atmosferico; sull'argomento
si contano comunque numerose leggi e decreti che a seconda del
tema trattato possono essere riassunti in quattro gruppi principali:
Qualità dell'aria
Impianti industriali
Impianti termici civili
Altre disposizioni normative (tutela ozono stratosferico, impiego
del benzene in attività lavorative, ecc.)
Mi occuperò in particolare dei primi due gruppi.
Qualità dell'aria
DPCM 28/3/83 che fissa i limiti massimi
di accettabilità e i livelli di esposizione relativi agli
inquinanti dell'aria nell'ambiente esterno ed i relativi metodi
di prelievo e di analisi;
DPR 203/88 che sull'argomento definisce i valori limite e i valori
guida di qualità dell'aria;
DDMM 20/5/91 che stabiliscono i criteri per l'elaborazione dei
piani di risanamento e i criteri per la raccolta dei dati di qualità
dell'aria;
DM 12/11/92 e DM 15/4/94 relativi alle aree urbane, che fissano
i livelli di attenzione e di allarme e le norme tecniche in materia;
DM 27/3/98 mobilità sostenibile nelle aree urbane;
Impianti industriali
DPR 24/5/88 inquinamento prodotto da
impianti industriali;
DPCM 21/7/89 atto di indirizzo alle regioni per l'attuazione ed
interpretazione del DPR 203/88, correggendone alcune approssimazioni;
L.R. Emilia Romagna 26/10/89, n. 36 e successiva circolare applicativa:
delega alle Province e al circondario di Rimini le funzioni amministrative
in materia di inquinamento atmosferico in attuazione del DPR 203/88;
DM 21/95 disciplina dei metodi di valutazione dei risultati ottenuti
con sistema di rilevamento in continuo delle emissioni degli impianti
industriali;
Gli indicatori
Anche in questo caso verranno tralasciati gli aspetti che interessano
altre fonti inquinanti quali anidride carbonica, biossido di zolfo,
azoto, ozono, ecc.
Indicatori di pressione
Carico inquinante settore ceramico:
emissioni Polveri Totali Sospese (PTS), Piombo (Pb), Fluoro (F);
Indicatori di stato
Qualità dell'aria: Polveri Totali
Sospese (PTS), superamenti limiti normativi;
Qualità dell'aria: Polveri Totali Sospese (PTS), trend
delle concentrazioni;
Qualità dell'aria: Piombo (Pb), trend delle concentrazioni;
Qualità dell'aria: Fluoro (F), trend delle concentrazioni;
Indicatori di risposta
Qualità delle emissioni dei
forni di cottura (concentrazione PTS);
Rimozione di inquinanti atmosferici (PTS, Pb, F) effettuata con
impianti di abbattimento;
Qualità delle emissioni atmosferiche autorizzate.
L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Il termine inquinamento atmosferico si riferisce ad una situazione in cui l'aria contiene sostanze in concentrazioni tali da risultare nocive all'ambiente a all'uomo. Il verificarsi di ciò è ovviamente legato al numero e alla tipologia delle sorgenti emissive, alle caratteristiche chimiche e fisiche della sostanza inquinante e alle proprietà del mezzo atmosferico. Dall'interazione reciproca di questi fattori si determinano situazioni in cui una sorgente può influenzare i livelli di inquinamento solo in aree limitate del territorio o risultare responsabile di fenomeni che coinvolgono zone più estese.
Le sorgenti
Le sorgenti di inquinamento sono essenzialmente riconducibili
a due categorie principali: naturali ed artificiali.
Le sorgenti naturali
Appartengono a questa categoria tutti
gli eventi naturali che usualmente contribuiscono al livello di
inquinamento in misura trascurabile. Solo in casi eccezionali
questi fenomeni sono in grado di modificare la composizione atmosferica.
Tra queste attività naturali ricordiamo: correnti di aria
ed erosioni del vento, aerosoli di origine marina, esalazioni
vulcaniche, pollini, spore batteriche, attività microbiche
da processi di decomposizione, combustione di vegetali ed emanazioni
gassose da parte di vegetali.
Le sorgenti artificiali
Sono quelle derivanti da attività
umane che i normali fenomeni naturali di autodepurazione non riescono
a neutralizzare. Sono numerose e diversificate, anche se le più
importanti possono essere identificate in: traffico autoveicolare,
impianti termici per uso domestico, impianti di produzione industriale.
Traffico autoveicolare
Rappresenta la fonte di inquinamento
atmosferico che contribuisce maggiormente a determinare il degrado
delle atmosfere urbane. Può essere di tipo fisico (rumore)
e di tipo chimico (emissione di sostanze tossiche). Quest'ultimo
è imputabile essenzialmente alla combustione delle benzine
e dei gasoli nonché al movimento dei pneumatici sull'asfalto,
ed è pertanto caratterizzato dalla generazione di grandi
quantità di polveri (PTS), ossidi di azoto (NOx), ossido
di carbonio (CO):
Fattori di emmissione per autoveicoli g/Km
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Non è da sottovalutare anche l'immissione in atmosfera di apprezzabili quantitativi di altre sostanze inquinanti quali piombo, idrocarburi aromatici (benzene), idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e altri composti organici volatili.
Impianti di produzione industriale
L'inquinamento atmosferico derivante
da attività industriale non è generalizzabile, ma
è strettamente legato alla tecnologia produttiva dei singoli
insediamenti. Il parametro indispensabile per la valutazione del
contributo inquinante di un certo tipo di lavorazione è
il fattore di emissione, che rappresenta il livello medio
di rilascio in atmosfera di una data sostanza per unità
di prodotto. In generale è un indicatore preciso delle
emissioni relative a una determinata categoria di sorgenti. Può
essere calcolato attraverso un ampio spettro di tecniche quali:
esame di una sorgente mediante misure in loco, esecuzione di un
bilancio di materia dei processi in esame, analisi dal punto di
vista ingegneristico dei processi.
Deposizioni atmosferiche
Con questo termine si indica l'insieme
dei fenomeni tramite i quali gli inquinanti vengono trasferiti
sulla superficie terrestre a distanze più o meno elevate
dalle sorgenti. Queste sostanze sono presenti in atmosfera allo
stato gassoso o particellare; possono depositarsi come tali (deposizioni
acide secche) sulla superficie terrestre, oppure disciolte in
gocce di pioggia, neve, grandine (deposizioni acide umide). Il
primo è un processo di rimozione degli inquinanti dall'atmosfera
costantemente attivo, il secondo invece, essendo legato a fenomeni
meteorologici, ha carattere episodico.
I fenomeni di dispersione a scala locale interessano ambiti territoriali
collocati a distanze dell'ordine della decina di chilometri. I
problemi prioritari a questa scala sono prevalentemente legati
agli agglomerati urbani, in cui risultano concentrate un gran
numero di attività di diversa natura e in cui vivono più
del 70% degli individui.
La criticità e l'intensità degli episodi di inquinamento
dipende sostanzialmente dalla metodologia locale e dalla collocazione
geografica dell'area considerata, oltre che dalla distribuzione
e dalla tipologia delle sorgenti di emissione.
IL CLIMA E LA METEOROLOGIA
Gli aspetti tipici del clima che caratterizza
la nostra regione e che costituiscono i tratti essenziali della
fenomenologia riscontrabile sul territorio del comune di Sassuolo,
sono quelli della Pianura Padana che, per la sua collocazione,
delimitata a nord e a ovest dall'arco alpino e a est dal mare
Adriatico, presenta una circolazione atmosferica che può
essere considerata tipica per tutto il bacino. Tuttavia il territorio
comunale presenta alcune peculiarità proprie rispetto ad
altre zone della Provincia più tipicamente pianeggianti;
il suo territorio è collocato nella fascia pedecollinare
in cui sono presenti la pianura, i primi rilievi appenninici e
la valle del Secchia. Complessivamente la zona pedecollinare si
distingue dalla pianura vera e propria per:
La presenza di un regime di brezze monte-valle con direzione Nord-Sud;
La maggiore ventosità;
Nuvolosità e precipitazioni più abbondanti;
Minore frequenza dei giorni di nebbia;
Innalzamenti termici invernali e primaverili per venti da Sud-Ovest
discendenti dall'Appennino;
La presenza di venti vallivi con direzione Sud-Ovest e Nord-Est
nella valle del Secchia.
Questi fattori complessivamente determinano migliori capacità
dispersive dell'atmosfera che si traducono, dal punto di vista
dell'inquinamento atmosferico, in situazioni di minor criticità
rispetto alla zona pianeggiante posta più a Nord.
Il quadro generale delineato sul clima del territorio di Sassuolo,
può essere solo in parte supportato da dati meteorologici
raccolti in stazioni di rilevamento presenti sul territorio. In
particolare, a livello climatologico sono disponibili solo dati
di piovosità, raccolti dalla stazione pluviometrica del
Servizio Meteorologico Regionale, che dispone di serie storiche
dal 1961. I rilievi relativi agli altri parametri quali temperatura,
vento, umidità, sono invece disponibili per un numero minore
di anni e sono relativi alla stazione meteorologica di Spezzano,
collocata più a Est rispetto al territorio di Sassuolo.
Direzione e velocità del vento
Il vento è un parametro importante
per la dinamica degli inquinanti: velocità basse o situazioni
prossime alla calma di vento favoriscono il ristagno degli inquinanti,
viceversa venti con velocità più elevate possono
trasportare le sostanze a distanze considerevoli dal punto di
rilascio; in base alla loro direzione possono determinare la criticità
o meno di una certa area a seconda che questa sia sotto o sopra
vento rispetto alla sorgente. Il grafico nella figura sottostante
mostra l'andamento della velocità del vento in funzione
dell'ora del giorno (giorno tipico), valutato calcolando le medie
annuali e stagionali di tutti i dati raccolti tra il 1991 e il
1997. Si può notare la differenza sostanziale di ventilazione
tra le stagioni invernale ed autunnale rispetto a quelle primaverile
ed estiva, caratterizzate da maggiore insolazione e quindi maggior
turbolenza. L'autunno e l'inverno costituiscono quindi le stagioni
più critiche per l'accumulo degli inquinanti.
Fig. 9 Giorno tipico della velocità del vento
Fig. 10 Direzione di provenienza del vento
I dati di direzione del vento (1991-1997)
sono stati elaborati suddividendo la direzione in 16 settori e
valutando la frequenza con cui ogni direzione si è presentata
annualmente e stagionalmente. Il grafico di figura 10 mostra una
sostanziale prevalenza dei venti collocati lungo la direttrice
SSO/N-NNE.
Per quanto riguarda la temperatura, il clima dell'area in esame
è di tipo subcontinentale ed è quindi caratterizzato
da sostanziali differenze tra le temperature invernali ed estive
(figura 11).
Le precipitazioni registrate dalla stazione pluviometrica di Sassuolo, sono sufficientemente lunghe da costituire una serie storica estesa tale da permettere valutazioni di carattere climatologico (Tab. 1).
Tab. 1 - Precipitazione cumulata (mm, riepiloghi
mensili ed annuali)
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Minima |
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| Gennaio |
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| Febbraio |
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| Marzo |
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| Aprile |
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| Maggio |
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| Giugno |
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| Luglio |
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| Agosto |
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| Settembre |
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| Ottobre |
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| Novembre |
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| Dicembre |
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| Totale |
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LA QUALITA' DELL'ARIA
La valutazione oggettiva in ambito locale
della matrice aria deve considerare complessivamente tutti gli
elementi aventi influenza positiva o negativa, tenendo presente
che la realtà dell'area comunale si qualifica ad alta attività
produttiva. E' quindi prioritario porre particolare attenzione
alle intense attività antropiche locali, da considerare
come potenziali cause di degrado della qualità dell'aria,
al monitoraggio ambientale in ambito comunale, per conoscere l'entità
dell'impatto ambientale causato complessivamente da tutti i fattori
di pressione, alle azioni di controllo e di prevenzione messe
in atto dalla collettività locale per ridurre le conseguenze
negative a carico dell'ambiente.
Gli elementi di Pressione, Stato, Risposta (PSR) elencati,
sono legati da rapporti di causa/effetto di tipo complesso che
richiedono il ricorso a parametri numerici, o indicatori, per
definire in modo oggettivo le conseguenze positive o negative
a carico della matrice aria. In questo modo è possibile
effettuare un vero e proprio bilancio ambientale locale. In definitiva,
gli indicatori numerici (PSR) possono permettere la valutazione
delle connessioni e delle interdipendenze esistenti tra i fattori
di pressione causati dalle attività umane, l'impatto che
questi provocano a carico della matrice aria e le azioni messe
in atto per attenuare le possibili conseguenze negative a carico
dell'ambiente atmosferico.
I fattori di pressione: le sorgenti di
inquinamento atmosferico
Le sorgenti di inquinamento più
rilevanti a livello locale sono le emissioni delle industrie ceramiche.
Al fine di avere una idea comparativa dell'importanza dell'industria
ceramica rispetto al totale delle attività produttive,
in tabella 2 si riportano le emissioni complessivamente autorizzate
fino al 1997, relative a tutte le aziende del Comune di Sassuolo
e alla sola industria ceramica.
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| Ceramiche |
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| Colorifici |
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| Tutte le aziende |
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Questi parametri possono costituire, valutandone trend nel tempo,
validi indicatori di pressione. A questo impatto diretto è
strettamente correlato anche l'inquinamento prodotto dalle attività
"indotte", prima fra tutte l'intenso traffico di veicoli
pesanti che interessa l'intero comprensorio ceramico. Sinteticamente
quindi i principali fattori di pressione locale possono essere
raggruppati in tre tipologie principali:
Emissioni di inquinanti in atmosfera da attività produttive;
Emissioni di CO2 da combustione di combustibili fossili;
Emissioni da traffico veicolare.
Inquinanti atmosferici prodotti dalle
industrie ceramiche
Tutte le fasi e le operazioni di cui
si compongono i cicli di fabbricazione delle piastrelle ceramiche
comportano lo scarico in atmosfera di emissioni gassose. La prima
e fondamentale classificazione delle emissioni gassose è
pertanto quella in funzione della fase, dell'operazione o dell'impianto
produttivo che determina l'emissione; questi fattori condizionano
in modo significativo le caratteristiche chimico-fisiche dell'emissione.
Le emissioni gassose si differenziano inoltre in base alla temperatura
in:
Emissioni fredde: caratterizzate da temperatura prossima a quella
ambiente;
Emissioni calde: caratterizzate da temperatura superiore a quella
ambiente.
Tab. 3 - Produzione piastrelle ceramiche. Classificazione delle emissioni in base alla temperatura e all'umidità
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Macinazione a secco |
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| Macinazione a umido | |||
| Essiccamento a spruzzo (atomizzazione) |
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Macinazione smalti |
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| Smaltatura | |||
| Soffiaggio piastrelle smaltate | |||
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Gres porcellanato |
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| Biscotto | |||
| Vetrato | |||
| Monocottura | |||
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Questa suddivisione è importante in quanto la temperatura dell'emissione influenza le caratteristiche diffusive dell'inquinante in atmosfera. Gli inquinanti generalmente o più frequentemente presenti nelle emissioni gassose dei processi di produzione di piastrelle ceramiche sono sotto indicati.
Tab. 4 Inquinanti presenti nei processi di produzione dell'industria ceramica
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| Macinazione | Polveri |
| Pressatura | Polveri |
| Preparazione smalti e smaltatura | Polveri, Piombo, altri metalli |
| Bicottura e cottura gres | Polveri, Fluoro, Ossidi di Azoto, Ossidi di Zolfo |
| Monocottura e cottura del vetrato | Polveri, Fluoro, Piombo e altri metalli, Ossidi di Azoto, Ossidi di Zolfo, sostanze organiche |
| Smussatura e levigatura | Polveri |
Le polveri sospese, i composti di fluoro e i composti di piombo sono considerati gli inquinanti tipici del settore. Le polveri sono presenti in tutte le emissioni; la loro concentrazione e la loro composizione varia in funzione della fase lavorativa. Le emissioni caratterizzate dai più alti livelli di materiale particellare sono quelle nelle quali la temperatura è prossima a quella ambiente, cioè le emissioni fredde. Per quanto riguarda invece la composizione, particolare interesse rivestono le polveri prodotte durante le fasi di preparazione e di utilizzo degli smalti. In esse possono essere contenuti diversi metalli tra cui i composti di Piombo che sono tra i principali costituenti gli smalti ceramici. La presenza nelle emissioni ceramiche calde (forni di cottura) dei composti di Fluoro è invece legata al contenuto più o meno significativo di fluoro all'interno delle argille, il quale viene liberato in forma gassosa durante la cottura.
Tabella 5 - Carico inquinante a monte e a valle dei dispositivi
di filtrazione
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| Polveri (Emissioni Calde) |
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| Polveri (Emissioni Fredde) |
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| Piombo (Emissioni Fredde) |
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| Fluoro (Emissioni Calde) |
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In questa tabella sono riportati i carichi inquinanti teorici, in quanto valutati dalle pratiche di autorizzazione; per poter calcolare il carico inquinante reale di una certa tipologia produttiva, il parametro chiave è il fattore di emissione, cioè la massa di inquinante emessa per unità di prodotto (g/Kg prodotto). Da questo fattore e dalla produzione annua, si valuta il quantitativo di inquinante emesso annualmente nelle varie fasi di lavorazione. Si riportano pertanto nella tabella successiva i fattori di emissione degli inquinanti principali, in funzione delle diverse fasi di lavorazione.
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Piastrelle |
Preparazione materie prime |
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| Macinazione a secco |
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| Macinazione a umido |
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| Atomizzazione |
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| Formatura |
0.05 0.06 |
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| Prep. Smalti e smalteria | Macinazione e smaltatura |
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| Cottura | Gres porcellanato |
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| Biscotto |
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| Vetrato |
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| Monocottura |
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| Prod. Fritte | Fusione fritte (aria-gas nat.) |
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| Smalti | Fusione fritte (O2-gas nat.) |
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Il monitoraggio della qualità dell'aria
e l'analisi dei dati rilevati
La rete di monitoraggio della Provincia di Modena è costituita
da 14 postazioni fisse, di cui una nel Comune di Sassuolo. Oltre
a questa stazione, le rete dispone anche di una stazione rilocabile
di proprietà dell'Azienda Servizio Ambiente e Territorio
(S.A.T.) che viene periodicamente collocata in sei postazioni
ubicate nel comprensorio della ceramica: tre di queste fanno parte
del Comune di Sassuolo.
Dall'analisi dei dati storici raccolti dalla stazione di Sassuolo
dal 1991 al 1997, è possibile trarre alcune indicazioni
sull'evoluzione dell'inquinamento nell'area in esame. Verranno
anche in questo caso tralasciati i dati relativi ad altri inquinanti,
considerando solamente quelli riferiti a Polveri Totali Sospese
(PTS), Piombo (Pb) e Fluoro (F).
Polveri Totali Sospese (PTS)
Le polveri totali sospese sono particelle
solide di piccolissime dimensioni (diametro tra 0.1 e 100 micrometri)
che rimangono a lungo in sospensione e possono essere inalate.
Le sostanze chimiche presenti in atmosfera come particolati sono
numerose, alcune tra queste sono nocive come piombo, cadmio, amianto,
ecc. Gli andamenti delle medie annuali evidenziano una sostanziale
stazionarietà delle concentrazioni di polveri (Fig. 12).
In figura 13 emerge come il superamento di episodi critici viene
localizzato prevalentemente nei mesi invernali, quando sono più
frequenti le situazioni di scarso rimescolamento dell'aria. La
distribuzione settimanale non evidenzia particolari differenze
tra i giorni feriali, mentre si nota un calo corrispondente all'interruzione
delle attività lavorative (Fig. 14).
Piombo (Pb)
Le concentrazioni di piombo in atmosfera
sono notevolmente diminuite negli ultimi anni, grazie alla normativa
CEE che ha regolamentato il tenore di piombo nelle benzine ed
agli impianti di abbattimento che la quasi totalità delle
aziende produttrici hanno adottato negli ultimi anni. Attualmente
i valori misurati risultano ampiamente inferiori al limite di
riferimento (Fig. 15).
La presenza di piombo nelle diverse stazioni Provinciali monitorate,
conferma l'assunto che detto inquinante è diffuso capillarmente
e perciò non può essere considerato un indicatore
specifico del settore ceramico seppur presente nei diversi cicli
produttivi.
Il Fluoro invece risulta essere un parametro particolarmente importante,
in quanto rappresenta un tipico apporto dell'attività ceramica
all'inquinamento atmosferico. Appare abbastanza evidente come
le concentrazioni riscontrate nelle acque piovane del comprensorio
ceramico di Sassuolo siano significative e costantemente superiori
a quelle misurate in zone non caratterizzate da questa tipologia
produttiva (Fig. 16).
Controlli e prevenzione sulle emissioni
delle aziende ceramiche
Una corretta valutazione dell'inquinamento prodotto dalle attività
industriali non può prescindere da una approfondita conoscenza
delle caratteristiche chimico-fisiche delle emissioni. La caratterizzazione
delle emissioni è finalizzata a:
determinare un dato inquinante e controllarne l'andamento nel
tempo;
verificare il rispetto di eventuali limiti imposti;
verificare l'efficienza degli impianti produttivi;
verificare il corretto funzionamento degli impianti di depurazione;
apportare eventuali interventi correttivi che si rendono necessari;
applicare modelli diffusionali.
Pertanto il controllo delle emissioni non deve avere come unico
obiettivo la verifica del rispetto dei limiti di legge, ma bensì
deve avere come finalità principale la corretta gestione
degli impianti produttivi e depurativi, al fine ultimo di ridurre
l'impatto ambientale. Il controllo delle emissioni produttive
costituisce quindi un fattore decisivo per garantire la qualità
dell'aria in sede locale.
Detto questo possiamo senz'altro affermare che, per quanto riguarda
la nostra realtà provinciale, il sistema di controllo delle
emissioni industriali si basa:
sugli autocontrolli aziendali, vale a dire sulle misure alle emissioni
gassose effettuate periodicamente dalle aziende, sotto la propria
responsabilità, in ottemperanza alle prescrizioni delle
Regione Emilia Romagna (CRIAER) relative al controllo ed alla
prevenzione dell'inquinamento atmosferico;
Sui sopralluoghi e controllo che l'ARPA Sezione di Modena, nell'ambito
delle proprie competenze di vigilanza ed ispezione, esegue per
verificare l'efficienza e la corretta gestione degli impianti
ed il rispetto dei limiti prescritti.
Questo regime di controllo è in vigore
dal 1980 in seguito alle regolamentazioni promulgate dalla Regione,
nell'ambito degli interventi contro l'inquinamento atmosferico
da industrie ceramiche nel Comprensorio di Sassuolo. L'attenzione
è stata focalizzata al controllo dei tre inquinanti principali,
tipici dell'attività in oggetto, vale a dire Polveri, Piombo
e Fluoro.
Nella figura sottostante sono evidenziati i controlli alle emissioni
effettuati dall'attuale Dipartimento Tecnico della Sezione ARPA
di Modena da 1990 al 1997. Il trend relativo al numero totale
dei controlli e al numero di irregolarità, costituisce
un indicatore di risposta. Il dato più interessante ed
importante che emerge dall'osservazione del grafico, è
il sensibile calo del numero di superamenti rilevati nel corso
degli anni.
Fig. 17 Controllo alle emissioni ceramiche Comune di Sassuolo
Si è passati infatti da un 40% di irregolarità del 1990 a percentuali attuali che si aggirano dal 10% al 15%. Questo miglioramento è senza dubbio da attribuirsi alle profonde modifiche e ristrutturazioni impiantistiche che sono state realizzate in questi anni dalla maggior parte degli stabilimenti del comprensorio, a dimostrazione del grande sforzo messo in atto su questa tematica. Al tempo stesso è maturata all'interno delle aziende una maggior consapevolezza e responsabilità nei confronti dei problemi ambientali, che si è tradotta di fatto in un controllo continuo degli impianti di abbattimento ed una corretta gestione degli impianti stessi. A riprova di quanto appena affermato si riportano di seguito le elaborazioni dei dati relativi alle concentrazioni di Polveri e Fluoro misurate nelle emissioni di forni di cottura dal 1990 al 1997 (Figg. 18 e 19).
Fig. 18 Polveri Distribuzione delle frequenze
Fig. 19 Fluoro Distribuzione delle frequenze
percentuali per classi di concentrazione (mg/Nm3) percentuali
per classi di concentrazione (mg/Nm3)
Da questi grafici è possibile evidenziare
un aumento progressivo della concentrazione di fluoro nelle emissioni
ceramiche fin verso il 1993, causato dall'utilizzo di argille
e smalti con elevato contenuto di fluoro, da un non corretto dosaggio
del reagente per l'abbattimento del fluoro stesso (calce), ed
infine da una ridotta resa di abbattimento di alcuni impianti
di depurazione non ottimamente gestiti o non adeguati alle condizioni
operative. Il confronto tra i due grafici mostra inoltre che un
aumento delle concentrazioni di fluoro a monte, può causare,
come effetto secondario, un minore rendimento dell'abbattimento
delle polveri. Dal 1994 si è però assistito ad una
sensibile riduzione delle concentrazioni di tali inquinanti, che
conferma come l'adozione delle migliori tecnologie sia alla base
del raggiungimento degli obiettivi di tutela ambientale.
La quantità di inquinanti emessi in atmosfera dipende da
numerosi fattori: ciclo di fabbricazione, tecnologie impiantistiche
e tipo di prodotto, depurazione dello scarico gassoso in atmosfera.
Quindi già a monte del sistema di abbattimento, che rappresenta
solo il completamento di un'ampia azione preventiva, devono essere
condotti interventi atti a garantire una diminuzione degli inquinanti
stessi. Per quanto riguarda il ciclo produttivo, tali interventi
possono consistere nell'utilizzo di:
Argille a minor contenuto di fluoro;
Smalti a minor contenuto di metalli tossici, soprattutto piombo;
Sistemi chiusi si trasporto e di trasferimento di materiali;
Cicli tecnologici che pur non sottovalutando l'obiettivo di prodotto,
vadano sempre più nella direzione di riduzione dell'inquinamento
atmosferico.
Relativamente agli impianti di depurazione,
la scelta delle migliori tecnologie disponibili, deve basarsi
sulla conoscenza di:
Caratteristiche dell'emissione da depurare;
Caratteristiche dell'inquinante da abbattere;
Caratteristiche dell'unità produttiva nel suo complesso;
Destinazione dei residui della depurazione.
CONCLUSIONI
Dall'analisi dell'inquinamento dell'acqua
e dell'aria dovuto agli elementi da me considerati (Piombo, Boro
e Fluoro) emerge un primo dato evidente: nell'ultimo decennio
le concentrazioni di tali inquinanti sono sensibilmente diminuite.
Questo grazie all'adozione, da parte della maggioranza delle industrie
produttrici, di migliori tecnologie di abbattimento degli inquinanti,
all'imposizione di norme legislative molto restrittive a tutela
dei lavoratori e dell'ambiente e anche a sanzioni molto elevate
alle aziende trasgressrici.
Studiando il trend della concentrazione
del Piombo nelle emissioni in atmosfera ed il trend nelle acque
superficiali e sotterranee, è possibile notare come i due
dati siano praticamente sovrapponibili. Deve quindi essere presente
una forte correlazione tra inquinamento delle acque ed emissioni
in atmosfera dovute a tale metallo pesante.
Più difficile invece, risulta interpretare i dati relativi
a Boro e Fluoro. Anche se per entrambi gli elementi il trend delle
concentrazioni è in discesa, si ha una maggiore difficoltà
a trovare le correlazioni aria/acqua.
Il Fluoro riveste una grande importanza nel processo produttivo,
in quanto è presente nelle argille che vengono impiegate
per la produzione della piastrelle. La dispersione di esso avviene
principalmente durante la fase di cottura. Anche questo elemento
si presenta sotto forma di gas, ma molto più leggero rispetto
al Piombo e molto più reattivo. La diluizione con le acque
superficiali ed il trasporto dovuto alle correnti d'aria potrebbero
essere una spiegazione al fatto che il Fluoro non viene rilevato
nelle acque della zona di Sassuolo in concentrazioni elevate.
Si pensa invece che uno dei motivi dell'elevata concentrazione
di Boro, inerte molto stabile, nelle acque sia dovuto ad un arricchimento
delle stesse indotto dalla solubilizzazione di borati contenuti
in rifiuti ceramici non ancora posti in regimi di sicurezza. Anche
il Boro rientra nel processo produttivo nella componente argilla,
ma essendo molto stabile, il suo rilascio avviene principalmente
durante tutti quei processi che producono polveri. Come riportato
nella relazione, non si hanno tuttavia certezze per quanto riguarda
l'elevata concentrazione di questo elemento nelle acque di Sassuolo
e quindi tanto meno si possono trarre conclusioni sulle possibili
interazioni aria/acqua.
Per completare l'analisi occorrerebbe approfondire molti aspetti che sono stati qui trascurati come: lo studio delle concentrazioni degli elementi da me considerati nelle matrici litoidee di superficie e di profondità; l'incidenza delle polveri e degli inquinanti emessi dal traffico veicolare; ecc.
Inoltre per avere un quadro generale delle
interazioni Piombo-Boro-Fluoro/Aria-acqua nel comprensorio ceramico,
si sarebbero dovuti analizzare anche le situazioni nei comuni
limitrofi che presentano tipologie produttive uguali a quelle
di Sassuolo, come Fiorano Modenese, Maranello, Formigine, Castellarano
e Scandiano. Va tuttavia precisato che Sassuolo presenta la maggiore
densità di industrie ceramiche rispetto all'intero comprensorio.
La zona oggetto di studio è inoltre caratterizzata dalla
presenza di basse frequenze di calma atmosferica, il che (fortunatamente!)
comporta una maggiore dispersione delle polveri sospese in direzione
SSO/N-NNE.
BIBLIOGRAFIA
ACQUA
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