PREMESSA
LE ACQUE
INQUADRAMENTO GENERALE
ASPETTI NORMATIVI
IL SISTEMA ACQUA
L'INQUINAMENTO IDRICO
LE ACQUE SOTTERRANEE
LA QUALITA' DELLE ACQUE SOTTERRANEE: STUDIO
IDROGEOLOGICO ED IDROCHIMICO
LE ACQUE SUPERFICIALIseconda parte
ARIA ATMOSFERA
INQUADRAMANTO GENERALE
ASPETTI NORMATIVI
L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO
IL CLIMA E LA METEOROLOGIA
LA QUALITA' DELL'ARIA
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
PREMESSA
Lo specifico tema che intendo trattare in
questa relazione, si inserisce nel più ampio contesto dell'inquinamento
ambientale.
Lo scopo della ricerca è quello di evidenziare l'incidenza
dell'inquinamento atmosferico del comprensorio ceramico di Sassuolo
(limitatamente a Piombo, Boro e Fluoro) sull'inquinamento delle
acque superficiali e di falda.
Non starò quindi ad elencare i molti fattori che si inseriscono
all'interno dell'inquinamento sia della acque che dell'atmosfera.
Nell'analisi dei fattori di inquinamento, ho deciso di focalizzare
lo studio su Piombo, Boro e Fluoro che risultano essere i principali
elementi caratterizzanti il processo produttivo dell'industria
ceramica.
La relazione è articolata in due
parti principali in cui viene affrontato il tema dell'inquinamento
sia delle acque che dell'aria in termini generali e, più
approfonditamente, per quanto riguarda i particolari inquinanti
da me considerati.
Dopo aver analizzato i trend temporali di questi elementi, valuterò
se effettivamente esiste una correlazione tra essi ed inquinamento
aereodisperso/inquinamento idrico ed eventualmente come si è
evoluto nel tempo.
LE ACQUE
INQUADRAMENTO GENERALE
La tutela e la protezione delle acque presuppone
l'acquisizione di approfondite conoscenze sul complesso ciclo
idrologico che ne caratterizza gli aspetti qualitativi e quantitativi.
L'inquinamento delle acque è uno degli innumerevoli fattori
di pressione che causano "Water Stress". Il problema
del Water Stress è trasversale a tutti i paesi, come emerge
dal documento di sintesi prodotto dalla Agenzia Europea dell'Ambiente
(EEA) "L'ambiente in Europa: seconda valutazione" anno
1997.
Dal documento emerge come largo e diffuso è l'inquinamento
nelle acque sotterranee dovuto alla elevata concentrazione dei
nitrati a causa dei composti azotati utilizzati in agricoltura.
Vengono inoltre segnalate le presenze in falda dei metalli pesanti,
pesticidi, idrocarburi e idrocarburi alogenati. Dati i tempi di
permanenza e di circolazione delle sostanze inquinanti nelle acque
sotterranee, occorreranno molti anni per riuscire a migliorare
la situazione in questo settore.
Rispetto al 1990 non sono stati registrati in generale miglioramenti
nella situazione ambientale dei fiumi europei. Nonostante la riduzione
del 40-60% delle emissioni di fosforo nel corso degli ultimi 5
anni, da parte del settore produttivo e dal settore domestico
in relazione al maggior impiego di detersivi privi di fosfati
(il contributo dell'agricoltura non si è ridotto), risulta
sostanzialmente invariato il problema della eutrofizzazione dei
fiumi, laghi, bacini idrici ed acque costiere, connesso alla presenza
in molte aree di una quantità eccessiva di sostanze nutritive.
ASPETTI NORMATIVI
Inquinamento e tutela della acque
Il quadro normativo che regolamenta
in Italia l'utilizzo delle risorse idriche e la loro tutela dall'inquinamento
è oltremodo complesso ed articolato anche a causa del fatto
che le problematiche connesse con le risorse idriche rivestono
innumerevoli tematiche spesso strettamente interconnesse tra loro.
Tralascerò gli aspetti che riguardano la disciplina degli
scarichi.
Acque destinate al consumo umano
DPR 515/88 che attribuisce compiti
alle PP.AA. in relazione al rilevamento della qualità delle
acque superficiali da destinare al consumo umano e alla redazione
di piani di risanamento;
DPR 236/88, e successivi D.M. di deroga, che stabilisce limiti
ai parametri, metodi e frequenze di rilevamento delle caratteristiche
qualitative, e prevede la definizione di aree di rispetto, tutela
e salvaguardia in prossimità dei punti di captazione.
Acque di balneazione
DPR 470/82 che attribuisce compiti
alle PP.AA. e stabilisce norme tecniche in materia specifica;
D.M. 30/1/86 che aggiorna le norme tecniche;
L. 322/85 relativa alla qualità delle acque di balneazione;
D.L. 155/88 recante modifiche ed integrazioni al 470/82;
D.M. 29/1/92 recante aggiornamento alle norme tecniche;
D.L. 109/93 che apporta modifiche ed integrazioni al 470/82 in
particolare per quanto riguarda le attribuzioni di compiti specifici
alle diverse amministrazioni dello Stato.
Acque destinate alla vita dei pesci e
molluschi
L. 192/77 che attribuisce compiti alla
PP.AA. e reca norme igienico-sanitarie;
D.Lvo 130/92 sulla qualità della acque dolci da destinare
alla vita dei pesci, che stabilisce le competenze delle diverse
amministrazione dello Stato;
D.Lvo 131/92 sulla qualità delle acque destinate alla molluschicoltura,
che stabilisce le competenze delle diverse amministrazione dello
Stato;
Rilevamento delle caratteristiche di
acque e fanghi
In questo sottogruppo rientrano il
D.M. 15/2/93 relativo a metodi e frequenze di misura e la delibera
26/3/83 che prevede criteri di qualità nonché l'istituzione
da parte delle regioni di un catasto delle acque superficiali
da destinare al consumo umano.
Gli indicatori
Gli indicatori che verranno utilizzati
in questa relazione per la lettura sintetica delle diverse problematiche
relative alla componente acqua sono così suddivisi:
Indicatori di stato:
Qualità biologica delle acque
superficiali. Elaborato cartografico. Analisi dello stato di qualità
e trend evolutivo.
Qualità microbiologica dei corsi d'acqua. Elaborato cartografico.
Macrodescrittore. Analisi dello stato di qualità e trend
evolutivo.
Qualità chimico microbiologica dei corsi d'acqua. Istogramma
del punteggio di qualità. Andamento temporale 1993/1997.
Analisi dei parametri Fluoro, Boro e Piombo nelle acque superficiali
anni 1985-1997.
IL SISTEMA ACQUA
Viviamo su un pianeta d'acqua, in quanto il 71% della superficie terrestre ne è ricoperta ed inoltre questa risorsa attraverso il ciclo idrologico (Fig. 1) è infinitamente rinnovabile. Nonostante ciò la disponibilità di acqua è elemento determinante e discriminante per lo sviluppo socio-economico. Questo perché il 97% del suo volume è costituito da acqua salata e meno del 3% di acqua dolce, in massima parte imprigionata nelle calotte polari. Soltanto lo 0.003% del volume totale è facilmente disponibile sotto forma di vapore acqueo, umidità del suolo, acque superficiali (fiumi e laghi) e acque sotterranee. Un ulteriore elemento che contribuisce a far si che l'acqua debba considerarsi un bene sempre più limitante e condizionante lo sviluppo economico e sociale è conseguente alla sua irregolare distribuzione sul globo, alcuni paesi si devono difendere dalle alluvioni, altri dalla siccità. La Pianura Padana è caratterizzata da importanti riserve di acque sotterranee e superficiali che si sono rivelate essenziali e basilari per lo sviluppo passato e presente.
Fig. 1 Il ciclo dell'acqua
L'INQUINAMENTO IDRICO
Le fonti inquinanti
Con il termine inquinamento si intende
un impatto sulla matrice acqua tale da modificarne le naturali
caratteristiche per poi condizionarne la fruibilità. Le
fonti di inquinamento ambientale si possono così sintetizzare:
1. Fonti naturali, causate da imputridimento di detriti animali
o vegetali, dal dilavamento di sostanze umiche, da torbidità
a seguito di fenomeni di piena, ecc.;
2. Fonti di origine domestica o civili in genere costituite dalle
acque residuali urbane caratterizzate da rilevanti contributi
di natura organica-biologica oltre che da numerosi agenti chimici
che sempre sono entrati nell'uso quotidiano delle pratiche domestiche;
3. Fonti di origine agricola dovute ad un utilizzo di concimi
di sintesi ed in particolare di origine zootecnica in misura eccedentaria
alle buone pratiche agronomiche o di fitofarmaci distribuiti massicciamente
sulle colture o sui suoli;
4. Fonti di origine industriale, causata dagli scarti o dai sottoprodotti
dei cicli produttivi delle diverse industrie;
5. Fonti da traffico veicolare quale la ricaduta degli inquinanti
aereodispersi e l'immissione di sostanze tossiche o nocive fuoriuscite
da mezzi di trasporto.
L'inquinamento può essere poi classificato in:
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Organico (Composti del carbonio)
Inorganico (Composti minerali) |
Colore Torbidità Temperatura Sostanze sospese Schiume Radioattività |
Gusto Odore |
Virus Batteri patogeni e non Funghi Alghe Organismi animali |
L'inquinamento di tipo organico è certamente la causa primaria dello scadimento qualitativo delle acque ed in particolare dei corpi idrici superficiali. Provoca l'anossia, cioè l'impoverimento di ossigeno, e lo sviluppo dei fenomeni di degrado ad esso collegati quali maleodorazione e condizioni sfavorevoli alla vita della micro e macro fauna acquatica.
| Elementi | Processi aerobici (presenza di O2) | Processi anaerobici (carenza di O2) |
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Carbonio Azoto
Fosforo Zolfo |
Anidride Carbonica CO2 Nitrati NO3
Fosfati PO4 Solfati SO4 |
Metano CH4 Ammoniaca NH3 Ammine-Amminoacidi Idrogeno Fosforato PH3 Idrogeno Solforato H2S |
Per la valutazione del carico organico si
fa generalmente uso del B.O.D.5, che fornisce indicazioni sulla
domanda biologica di ossigeno necessaria per l'ossidazione delle
sostanze biodegradabili da parte dei batteri decompositori. La
domanda chimica di ossigeno C.O.D. rappresenta invece la quantità
di ossigeno necessaria per ossidare chimicamente le sostanze presenti.
L'apporto giornaliero di sostanze organiche attribuibile ad ogni
singolo individuo è valutato in un intervallo da 54 a 70
grammi B.O.D.5 giorno. Considerando una dotazione idrica per abitante
di circa 200 l/die, ne risulta che la domanda biologica di ossigeno
indotta dal carico inquinante prodotto per abitante e scaricato
in fognatura, è pari a circa 270 mg/l, che dovrà
pertanto subire il processo di depurazione per ridurne l'impatto
prima dell'immissione in acque superficiali. Per consentire in
via approssimativa il calcolo del complessivo carico inquinante
attribuibile alle diverse fonti generatrici di inquinamento quali
gli scarichi civili, agricolo ed industriale, sono state definite
delle tabelle di conversione che attribuiscono alle singole tipologie
i relativi coefficienti di abitante equivalente.
Coefficienti specifici di carico inquinante per capo animanle:
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Anche per gli insediamenti industriali sono stati calcolati dei coefficienti di popolazione equivalente in funzione della tipologia produttiva. Per il calcolo del carico complessivo, il coefficiente dovrà poi essere moltiplicato per il numero degli addetti (da Istituto di Ricerca sulle Acque C.N.R.):
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Industria petrolifera |
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Industria alimentare di base |
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Industrie zucchero, bevande e tabacco |
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Orientativamente si sottolinea come un corpo
idrico superficiale in condizioni dovrebbe presentare concentrazioni
da 1 a 3 mg/l per B.O.D.5 e 3-6 gm/l per il C.O.D. .
L'ambiente idrico ha fortunatamente una buona capacità
di reazione all'immissione di sostanze inquinanti attuando meccanismi
di autodepurazione basati su meccanismi fisici (diluizione, sedimentazione,
abrasione, scambio ionico, adsorbimento), chimici (reazioni acido-base,
reazioni redox, complessazione, precipitazione, ecc.) e biologici
(degradazione da parte di batteri, ingestione da parte di organismi
superiori, assimilazione vegetale, assimilazione animale).
La capacità di autodepurazione per le acque superficiali
può essere più o meno rilevante, si riduce drasticamente
quando la contaminazione avviene nelle acque sotterranee. La lentezza
dei flussi e la limitata, se non a volte assente disponibilità
di ossigeno, fanno sì che le sostanze nocive o indesiderabili
permangano per tempi estremamente lunghi. L'acqua di falda per
il numero ridotto di batteri decompositori impiega anni per demolire
le sostanze biodegradabili, mentre quelle non degradabili non
possono che essere rimosse se non a fronte di costosi interventi
di risanamento ambientale da parte dell'uomo. Le potenziali fonti
di inquinamento sono innumerevoli.
LE ACQUE SOTTERRANEE
L'assetto idrogeologico dell'area studiata
è fortemente caratterizzato dalla presenza del fiume secchia,
i cui depositi hanno dato origine alla conoide alluvionale con
apice allo sbocco in pianura per poi estendersi a ventaglio fino
all'altezza di Modena. Il materiale di deposito allo sbocco in
pianura è costituito da materiale grossolano e successivamente
procedendo verso valle da depositi sempre più fini (sabbie,
limi, argille) a seguito della perdita progressiva di energia
(gradiente idraulico) da parte del fiume. Le caratteristiche litologiche
delle aree in margine appenninico evidenziano la presenza di materiali
poco permeabili e quindi risultano povere di acque sotterranee,
anche se tuttavia non mancano zone in cui terreni più permeabili
consentono la presenza di singoli acquiferi.
Le acque meteoriche si infiltrano nel suolo e nelle rocce sottostanti
se presentano caratteristiche di permeabilità. Essa è
determinata dagli spazi esistenti tra i vari granuli nel caso
di rocce sciolte come argille, limi, sabbie, ghiaie o dal grado
di fessurazione nelle rocce compatte. Una volta permeate, le acque
si infiltrano fino ad incontrare, nel loro cammino verso il basso,
ostacoli più o meno consistenti costituiti da terreno impermeabile.
Sono definiti acquiferi i corpi geologici che, grazie alle loro
caratteristiche geometriche e petrografiche (porosità,
permeabilità e compressibilità) svolgono funzioni
di serbatoio delle acque sotterranee. L'acquifero o la falda sono
detti confinati quando sono in presenza di una base e di una copertura
superiore impermeabile e con acqua in pressione. In questo caso
l'acquifero risulta sufficientemente protetto da percolazione
di inquinanti dalla superficie topografica. Nelle zone di apice
delle conoidi e nei tratti pedecollinari in fregio al fiume, si
riscontrano falde freatiche o di subalveo, poco protette dai fenomeni
di inquinamento, in quanto il terreno sovrastante presenta una
elevata permeabilità.
Nel territorio comunale preso in esame, si possono individuare
le seguenti unità idrogeologiche:
Acquiferi ghiaiosi-sabbiosi della conoide principale del Fiume
Secchia
Acquiferi ghiaiosi-sabbiosi delle conoidi minori e dei terrazzi
più elevati
Acquiferi sabbiosi contenuti nei sedimenti prevalentemente limoso-argillosi
del subsrato marino
Fig. 2 Carta delle conoidi (Gelmini-Paltrinieri 1998)
Le modalità di alimentazione delle
falde sono legate alle precipitazioni, ma soprattutto a fenomeni
di dispersione lungo il subalveo dei corsi d'acqua. Nel settore
contrale dell'area in esame le falde sono confinate o semiconfinate
con possibilità di fenomeni di drenanza, mentre in prossimità
dei corsi d'acqua e nel settore pedemontano sono libere e tra
loro comunicanti; a tal proposito si sottolinea che gli acquiferi
comunemente sfruttati vengono attribuiti a un sistema monostrato
parzialmente compartimentato. Nella zona collinare si hanno piccole
falde sospese che sono drenate dalle valli dei corsi d'acqua minori;
queste falde possono contribuire all'alimentazione della ben più
potente falda dell'alta pianura contenuta nei depositi ghiaioso-sabbiosi
di elevata permeabilità.
Una ulteriore suddivisione degli acquiferi è quella che
comporta l'individuazione di due acquiferi sovrapposti. Ogni acquifero
è contraddistinto da caratteri idraulici ben definiti.
Il primo acquifero contiene una falda libera direttamente alimentata
dalla superficie (corsi d'acqua e precipitazioni). Lo sfruttamento
della falda in esso contenuta è attualmente esercitato
da pozzi essenzialmente ad utilizzo privato, nonostante negli
ultimi decenni si sia verificata una riduzione degli emungimenti
in ragione del progressivo degrado qualitativo delle acque.
Il secondo acquifero, separato dal precedente da diframmi scarsamente
permeabili costituiti da limi e argille, di spessore ed estensione
areale variabile (acquitard), contiene falde semiconfinate che
localmente possono assumere caratteristiche prossime a quelle
confinate. Nella realtà esso è formato da un monostrato
acquifero compartimentato costituito da più livelli permeabili
ghiaioso-sabbiosi tra loro variamente comunicanti. La produttività
di questo acquifero, sfruttato dalla maggior parte dei pozzi pubblici
e industriali presenti nell'area, è maggiore di quella
del soprastante in ragione di uno spessore saturo alquanto superiore.
LA QUALITA' DELLE ACQUE SOTTERRANEE:
STUDIO IDROGEOLOGICO ED IDROCHIMICO
Per le rilevazioni delle caratteristiche idrogeologiche ed idrochimiche dell'acquifero, ci si è avvalsi della rete provinciale di monitoraggio, costituita da 45 pozzi facenti parte della rete di I grado Regionale, integrati da 175 pozzi attivati come rete di dettaglio dall'ARPA Sezione Prov.le di Modena e GNDCI-CNR U.O. 4.8. Quest'ultima rete di secondo livello risulta aggiornata ed integrata in funzione dell'idoneità del punto prescelto, sia in termini di rappresentatività nei confronti dell'acquifero monitorato sia in termini di fruibilità operativa. Al fine di disporre di dati chimici e piezometrici rappresentativi e confrontabili, l'attività di monitoraggio (campionamento, rilevazioni piezometriche e analisi chimiche-microbiologiche) deve avvenire in tempi più brevi possibili.
Analisi idrochimica
Gli elaborati evidenziano la stretta
correlazione tra la facies idrochimica delle acque sotterranee
e le acque superficiali per le caratteristiche peculiari del fiume
Secchia, che costituisce pertanto un ottimo tracciante per l'individuazione
della zona di influenza di alimentazione fluviale. E' altresì
evidente l'alimentazione da parte delle infiltrazioni meteoriche
che nell'attraversamento della superficie topografica si arricchiscono
in composti inquinanti oltre che in elementi naturali quali i
sali di calcio per solubilizzazione da parte degli apporti meteorici
dei sedimenti calcarei.
Boro
La concentrazione di questo elemento,
seppur a livelli quantitativi inferiori a quanto per ora imposto
dal DPR 236/88, potrebbe in futuro rilevarsi estremamente problematica
in quanto la revisione della Direttiva CEE 80/778, concernente
la qualità delle acque da destinarsi al consumo umano,
prevede valori limite pari a 0.3 mg/l ed ha dedicato una particolare
attenzione alle indicazioni di tossicità di questo elemento.
A fronte di tutto ciò si ritiene necessario approfondire
le ricerche sull'origine di questo elemento che potrebbe costituire
un fattore estremamente limitante per l'utilizzo della risorsa
idrica in quanto, la maggior parte dei pozzi ad uso acquedottistico
ne evidenzia concentrazioni superiori alle nuove proposte normative.
Alcune possibili ipotesi sulla fonte di origine: a) un arricchimento
provocato dalla dispersione di acque ad elevato contenuto di Boro
da parte del Torrente Fossa di Spezzano; b) un'origine geologica
profonda correlata a risalita di acque fossili; c) una dispersione
da parte della rete fognaria; d) un arricchimento indotto dalla
solubilizzazione di borati contenuti in rifiuti ceramici accumulati
in discariche abusive e non ancora poste in sicurezza.
Metalli
Come nelle precedenti campagne di monitoraggio
la ricerca di numerosi metalli quali Cadmio, Cromo, Cobalto, Nichel,
Mercurio e Selenio non ne ha evidenziato la presenza a livelli
superiori ai limiti di determinazione analitica e quindi a livelli
di concentrazione ben al di sotto della soglia di attenzione sia
ambientale che sanitaria. Per quanto attiene al Piombo la concentrazione
di questo elemento nella quasi totalità dei punti campionati
è inferiore al limite di rilevabilità analitica
2 Ìg/l. Non si sono riconfermate nel triennio 95-97 le
concentrazioni fra i 5 i 10 Ìg/l rilevate nel 1994 nell'area
del distretto ceramico (Fig. 6). Poiché come già
segnalato la solubilità dei composti di Piombo è
regolata dalla concentrazione idrogenionica delle acque circolanti,
l'attenzione su questo parametro, in considerazione delle significative
presenze di questo elemento nei rifiuti ceramici posti in discariche
abusive, rimane elevata in quanto la mobilizzazione del metallo
è strettamente dipendente dal delicato e dinamico equilibrio
idrogeologico e idrochimico dell'acquifero.
Quantitativamente la concentrazione del Rame si attesta generalmente
al di sotto dei 10 Ìg/l soglia di ricerca analitica. Il
valore guida per acque destinate al consumo umano è pari
a 100 Ìg/l. Livelli più elevati si segnalano nell'area
pedecollinare, zona ad alta-elevata vulnerabilità e a più
elevata densità di insediamenti zootecnici (il rame è
utilizzato come auxinico negli allevamenti suinicoli e pertanto
si concentra nei liquami), ma non tali da marcare significativamente
gli acquiferi sottesi alle aree soggette all'attività di
spandimento agronomico dei liquami suinicoli, in quanto l'analisi
della distribuzione spaziale di questo elemento risulta estremamente
variabile nel tempo.
LE ACQUE SUPERFICIALI
La parte del territorio che contribuisce con le sue acque ad alimentare un corpo idrico superficiale, viene definita bacino idrografico, la linea spartiacque delimita i confini con i bacini contigui.
Fig. 3 Schema di un bacino idrografico.
Le caratteristiche dei sistemi superficiali (fiumi se presentano perennemente acqua all'interno dell'alveo e torrenti se invece la presenza di acqua è intermittente) vengono descritte dall'analisi idrografica che ne valuta alcuni parametri geometrici quali la lunghezza e la pendenza, mentre il loro comportamento idrologico viene valutato mediante la rilevazione della portata, della velocità e dal coefficiente di deflusso (rapporto fra il valore delle precipitazioni e la quantità di acqua incanalata). Per quanto riguarda gli aspetti idrografici il territorio Comunale di Sassuolo fa parte essenzialmente del bacino idrografico del fiume Secchia. Oltre ad esso è da segnalare il Torrente Fossa di Spezzano che delimita il confine Comunale a Nord e il Torrente Vallurbana a Sud del territorio Comunale.
La qualità delle acque superficiali
Occorre premettere come le considerazioni
svolte nell'affrontare l'analisi qualitativa delle acque superficiali
siano da ricondursi a regimi idrologici di magra e di piena, pertanto
non rappresentativi dell'intero arco annuale, poiché prolungati
periodi siccitosi o la derivazione di acqua nella traversa di
S. Michele dei Mucchietti a scopo irriguo a favore dei C.li di
Modena e di Reggio e i prelievi seppur di modesta entità
sul torrente Fossa, inducono a prolungati periodi di siccità
degli alvei fluviali con rilevanti ripercussioni sull'ecosistema
fluviale.
Indicatori qualitativi
Per la valutazione dei corpi idrici
superficiali non è possibile l'utilizzo di un solo indice
o indicatore poiché, sulla base dei diversi utilizzi della
risorsa, le acque devono rispondere a più requisiti qualitativi.
Pertanto la qualità è stata valutata sia in riferimento
alle indicazione normative che sulla base di indicatori biologici
e chimico-microbiologici.
Norme legislative di riferimento
Balneazione
Occorre riferirsi al D.P.R. 470/82 e alle successive modifiche
L. 185/93. In provincia di Modena la Regione Emilia Romagna, sulla
base di quanto previsto dalla legislazione nazionale non ha individuato,
in ragione delle caratteristiche morfo-idrografiche dei corpi
idrici, nessuna zona che possa essere definita come zona di balneazione
e quindi non sono previsti monitoraggi periodici per questo uso
specifico. A riconferma della generale scarsa attitudine dei corsi
d'acqua appenninici alla balneazione, si segnala come si registrino
generalmente degli indici di contaminazione microbiologica più
elevati in concomitanza del periodo estivo. La causa è
ascrivibile alla diminuzione della portata idrica associata ad
un pari o incrementato carico inquinante sversato, a seguito dell'aumentata
pressione antropica indotta dal flusso turistico verso le aree
montano-collinari.
Uso irriguo
La legislazione nazionale non definisce chiari principi direttivi
o di riferimento.
Uso idropotabile Ricarica delle Falde
Il D.P.R. 515/82 disciplina la qualità delle acque superficiali
destinate alla produzione dell'acqua potabile. In relazione alle
caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche riscontrate
individua il tipo di trattamento che devono subire. E' prevista
la ricerca di almeno trentanove parametri chimici-fisici-microbiologici
e per ognuna delle diverse categorie sono definiti dei valori
limite imperativi o guida a cui riferirsi.
Indicatore chimico-microbiologico
In campo Nazionale l'IRSA (Istituto
di Ricerca Sulle Acque) già dal 1989 aveva proposto per
la definizione qualitativa delle acque superficiali una metodologia
basata su cinque parametri chimici ed uno microbiologico. Lo schema
metodologico che si è ritenuto di applicare per la definizione
della qualità chimico-microbiologica delle acque superficiali
si riferisce al modello in fase di predisposizione da parte dell'ANPA
(Agenzia Nazionale di Prevenzione Ambientale). Per il calcolo
del macrodescrittore chimico-microbiologico sono stati individuati
i seguenti parametri: l'ossigeno disciolto (D.O.) espresso come
percentuale di saturazione, la richiesta chimica di ossigeno (C.O.D.),
la richiesta biochimica di ossigeno (B.O.D.5), l'azoto ammoniacale,
l'azoto nitrico, il fosforo totale e l'Escherichia coli. La classe
di qualità relativa ai macrodescrittori viene attribuita
assegnando un punteggio al 75º percentile risultante dalle
analisi di ciascun analista come indicato nella tabella sottostante
e considerando poi la loro somma, secondo lo schema della successiva
tabella, per la classificazione dello stato ambientale.
Criterio di classificazione dei corsi d'acqua correnti in relazione al bilancio dell'ossigeno, alla presenza dei nutrienti di E. coli.
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| 100-OD (%Sat.) | <±10 | >±10<±20 | >±20<±30 | >±30<±50 | >±50 |
| B.O.D.5 (mg O2/l) | <2.5 | <4 | <8 | <15 | >15 |
| C.O.D. (mg O2/l) | <5 | <15 | <15 | <25 | >25 |
| NH4 (N mg/l) | <0.03 | <0.1 | <0.5 | <1.5 | >1.5 |
| Nitrati (N mg/l) | <0.3 | <1.5 | <5 | <10 | >10 |
| P totale (P mg/l) | <0.07 | <0.15 | <0.3 | <0.6 | >0.6 |
| Escherichia coli (N/100 ml) | <100 | <1000 | <5000 | <20000 | >20000 |
| Punteggio da attribuire a ciascun risultato delle analisi sui parametri di base calcolato sul 75° percentile |
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Classificazione delle acque correnti
in base ai risultati delle analisi dei parametri chimici e microbiologici.
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Indicatore biologico
Un efficiente indicatore dell'attitudine
biogena di un fiume è fornito dalla rilevazione di piccoli
organismi viventi quali i macroinvertebrati (Plecotteri, Tricotteri,
Ditteri, Crostacei, Molluschi bivalvi), la cui presenza è
strettamente correlata alla loro capacità di opporsi e
di adattarsi alla comparsa di possibili fattori limitanti di origine
naturale o antropica, interagenti con l'ambiente acquatico. Poiché,
fra le cause limitanti molte sono riconducibili a fattori di tipo
chimico (deficit di ossigeno, sostanze tossiche, ecc.) fisico
(torbidità, temperatura, ecc.) o associazioni e/o interazioni
di entrambi, queste popolazioni di organismi forniscono un efficace
strumento diagnostico-informativo sullo stato di qualità
delle acque superficiali. L'utilizzo di questa tecnica metodologica
ecologico-faunistico, è comunque da considerarsi complementare
alle ricerche chimiche, chimico-fisiche e microbiologiche, poiché
non fornisce alcuna indicazione sulla natura e sulla concentrazione
dei contaminanti, quantificabili esclusivamente da queste ultime.
Gli indici biotici ottenuti sono trasformati in cinque classi
di qualità che, sulla base dell'immediatezza e della semplicità
della lettura, risultano essere un efficace strumento di valutazione
dello stato d'inquinamento del corpo idrico superficiale, oltre
che evidenziarne, a seguito di periodiche campagne di monitoraggio,
l'evoluzione temporale.
CLASSI DI QUALITA' VALORI DI I.B.E. GIUDIZIO COLORE DI RIFERIMENTO
Classe I > 10 Ambiente non inquinato o non alterato in modo sensibile - Azzurro
Classe II 8 9 Ambiente in cui sono evidenti alcuni effetti dell'inquinamento - Verde
Classe III 6 7 Ambiente inquinato - Giallo
Classe IV 4 5 Ambiente molto inquinato - Arancione
Classe V 1 2 - 3 Ambiente fortemente inquinato - Rosso
Tabella di conversione dei valori I.B.E. (Indice
Biotico Esteso) in Classi di Qualità, con relativo giudizio
e colore per la rappresentazione in cartografia.
Verifica qualitativa
Per quanto attiene le analisi ed indagini di qualità
delle acque superficiali si riportano i dati rilavati nel corso
del 1997. Su ogni corpo idrico sono state individuate due stazioni
di campionamento, una posta in ingresso e la seconda in uscita
dall'ambito comunale.
Nel grafico sottoriportato sono descritti gli andamenti qualitativi
riferiti ai punteggi di qualità chimico-microbiologica
degli ultimi cinque anni di monitoraggio svolti sulle stazioni
poste a Castellarano-S. Michele dei Mucchietti (ingresso comune),
la stazione presso le Casse di Espansione di Rubiera (uscita comune)
e sul torrente Fossa alla foce. Ne deriva che nel tempo si ha
un progressivo miglioramento qualitativo delle acque in ingresso
che non si riscontra invece nelle acque in uscita. Il torrente
Fossa invece presenta una scadente qualità per tutto il
periodo considerato. Tralasciando gli altri parametri, consideriamo
l'andamento di Boro e Piombo.
Fig. 4 Andamenti dei punteggi di qualità chimico-microbiologica
Fig. 5 Trend del Boro
Fig. 6 Trend del Piombo
Il trend evolutivo del livello quantitativo del Boro e del Piombo che, stante l'attività produttiva ceramica sono da considerarsi rappresentativi della pressione antropica dell'area, evidenzia per entrambi un significativo decremento, più sensibile per quanto attiene la concentrazione del Piombo.
Valutazioni qualitative complessive
Dalle analisi comparative effettuate
sulle stazioni di monitoraggio individuate, è possibile
trarre alcune considerazioni generali sul grado di compromissione
qualitativa delle acque. Complessivamente l'ambiente fluviale
appare degradato, incapace di opporsi all'impatto antropogenico.
Il solo fiume Secchia mantiene le diverse caratteristiche qualitative
rilevate in ingresso al territorio, il torrente Fossa evidenzia
in uscita dai confini territoriali un significativo scadimento
qualitativo. Poiché la qualità delle acque è
la risultante fra la capacità autodepurativa dell'ecosistema
fluviale e il carico inquinante in essa sversato, è evidente
che, nel caso della considerazione dei soli parametri Piombo e
Boro, esso presenta un trend decrescente. Considerando invece
la totalità dei parametri, risulta possibile notare che
l'afflusso di inquinanti è presente in quantità
eccedentaria.
Fig. 7 Indicatore chimico-microbiologico
Fig. 8 Indicatore biologico
Per quanto riguarda la ricerca dei parametri tossici come i metalli pesanti (Piombo, Cadmio, Cromo, Nichel, Mercurio) nelle acque di falda, essa ha sempre dato risultato negativo. Una caratteristica peculiare dell'acqua erogata dall'acquedotto di Sassuolo è la presenza di Boro in concentrazioni che, seppur rientranti ampiamente nel valore guida di 1000 Ìg/l, sono maggiori di quelle riscontrate normalmente nelle reti idriche della Provincia. Il Boro è presente nei pozzi di approvvigionamento acquedottistico in concentrazioni diverse da pozzo a pozzo. Come risultato della miscelazione dell'acqua dai vari pozzi, le concentrazioni in rete si pongono a un livello medio compreso tra 300 e 600 Ìg/l. Questi livelli di concentrazione sono stati seguiti con attenzione in quanto più elevati del valore di 300 Ìg/l raccomandato nelle linee guida emanate dall'O.M.S.